Convegno internazionale “Nuove frontiere della biologia” (terza edizione)

L’annuale convegno internazionale delle “Nuove frontiere della biologia” volge alla terza edizione e propone anche quest’anno l’approfondimento di una tematica di grande impatto sociale e professionale in particolare per i biologi: come l’impiego delle tecnologie high-throughput e delle discipline biomolecolari omiche in campo farmaceutico e ambientale cambieranno il concetto di salute/malattia e di conseguenza cambieranno le modalità di interazione tra l’uomo e l’ambiente in cui vive.

Negli ultimi due decenni si sono progressivamente imposte nell’uso, sia per ricerca che a scopo diagnostico-analitico, tecnologie che consentono di effettuare in un’unica analisi lo screening di un numero estremamente elevato di composti (tecniche di indagine high-throughput o ad alto rendimento) come il Next generation sequencing e la spettrometria di massa.

Queste tecnologie, affiancate all’analisi bioinformatica indispensabile per l’elaborazione grandi quantità di informazioni (Big Data),  consentono di studiare matrici complesse come quelle dei farmaci biologici e biotecnologici e di identificare con estrema accuratezza le contaminazioni presenti (chimiche, proteiche, di materiale genetico), rendendo possibile un controllo della qualità di questi prodotti farmaceutici fino ad oggi non realizzabile e facendo emergere nuove criticità sulla loro sicurezza ed efficacia.

Nella prima sessione del convegno interverranno relatori esperti nel campo della produzione e del controllo qualità di prodotti farmaceutici innovativi come i farmaci biologici e biotecnologici e illustreranno come le tecnologie di High-troughput stanno cambiando le modalità con cui questi prodotti vengono studiati per la qualità, la sicurezza e l’efficacia, nell’ottica di una medicina di precisione sempre più accurata e volta a massimizzare il rapporto beneficio/rischio. 

Un altro campo di applicazione molto importante delle tecnologie di indagine di high-throughput è nella medicina di precisione e nello studio dell’interazione tra fattori ambientali ed esseri viventi attraverso le scienze “omiche,  a cui appartengono le discipline biomolecolari che hanno per oggetto lo studio dell’insieme di geni (genomica), dei trascritti (trascrittomica), delle proteine (proteomica), dei metaboliti (metabolomica) e delle modificazioni reversibili del DNA o delle proteine associate al DNA (epigenomica)espressi da una cellula, diversamente da quanto fanno le scienze biologiche tradizionali che invece si occupano di studiare i processi biologici singolarmente.

La crescente integrazione delle conoscenze provenienti dalle diverse discipline omiche nella “System biology” (Biologia dei sistemi) o “High-dimensional-biology” porta con sé la necessità di potenziare le capacità attuali di generare e condividere i Big Data attraverso una più stretta collaborazione non solo orizzontale, cioè all’interno della comunità scientifica, ma anche verticale, cioè con il mondo produttivo che si sta trasformando da produttore di molecole a società di servizi per la salute del singolo paziente e dell’ambiente in cui vive.

Nella seconda sessione i relatori ci presenteranno varie applicazioni delle scienze omiche e come questi studi stiano ampliando molto rapidamente le nostre conoscenze sulle interazioni tra sistemi complessi (esseri viventi-ambiente) e sul meccanismo d’induzione del danno cellulare nelle patologie infettive, autoimmunitarie, infiammatorie e tumorali. 

È facilmente intuibile come l’innovazione tecnologica e l’integrazione delle conoscenze ottenuto con l’applicazione delle tecnologie di High-troughputsi ponga come una grande sfida per i professionisti che operano nel campo della salute umana, in particolare i biologi, perché questi avanzamenti tecnologici si pongono al bivio tra gli approcci di tipo puramente riduzionista (comprensione di fenomeni complessi attraverso la loro disaggregazione in singoli aspetti più semplici) che mantengono comunque la loro importanza per lo studio nel dettaglio di un particolare fenomeno biologico, ad approcci maggiormente orientati ad una visione sistemica, “olistica” della scienza, in cui accanto alla visione più tradizionale alla ricerca, “hypothesis-driven” (basata sulle ipotesi, con le quali si cerca di spiegare i fenomeni naturali), si afferma con sempre più maggiore importanza quella di “discovery-driven” (basata sull’osservazione dei fenomeni nel loro insieme e alla scoperta di nuove conoscenze), con l’obiettivo di concretizzare la cosiddetta “medicina delle 4P”: personalizzata, predittiva, preventiva e partecipativa.

 

NB: L’evento è gratuito, sono disponibili 200 posti da destinare a Biologi, Medici, Chimici, Farmacisti e Fisici.

 

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