Proroga dei versamenti: ecco i nuovi criteri di rateizzazione

Proroga dei versamenti delle dichiarazioni al 30 settembre: nuova risoluzione dell’Agenzia delle Entrate con tutti i chiarimenti

Pubblicati dall’Agenzia delle Entrate gli attesissimi chiarimenti in merito ai vari piani di rateizzazione dopo la proroga dei versamenti delle dichiarazioni dei redditi al 30 settembre 2019 concessa dal Decreto Crescita (DL 34/2019). Prima di riportare le tabelle riassuntive dei termini di versamento, vediamo i chiarimenti forniti nella risoluzione allegata a questo articolo.

Per prima cosa, resta ferma la facoltà di versare, prima del 30 settembre 2019, le somme dovute avvalendosi degli ordinari piani di rateazione, vale a dire senza beneficiare della proroga in commento. In tale ipotesi vanno versate, entro il 30 settembre 2019:

  • le prime quattro rate, senza interessi;
  • qualora ci si avvalga del beneficio di cui al citato articolo 17, comma 2, del d.P.R. n. 435 del 2001, le prime tre rate, senza maggiorazione ed interessi.

In tutti i casi è, comunque, necessario dare evidenza, nella delega di pagamento, del numero di rata versata.

 

Qualora, invece, entro il termine del 30 settembre 2019, si effettuino più versamenti con scadenze ed importi a libera scelta (senza, quindi, avvalersi di alcun piano di rateazione), resta fermo l’obbligo di versare la differenza dovuta a saldo al più tardi entro il 30 settembre 2019, senza interessi. 

Infine,  i termini di versamento possono così riassumersi:

TITOLARI DI PARTITA IVA

N. rata Scadenza  Interessi % Scadenza (*) Interessi (*) % 
1 30 settembre 0 30 ottobre 0
2 16 ottobre 0,18 18 novembre 0,18
3 18 novembre 0,51    

(*) Maggiorando l’importo da rateizzare dello 0,40% a titolo di interessi corrispettivi

NON TITOLARI DI PARTITA IVA

N. rata Scadenza  Interessi % Scadenza (*) Interessi (*) % 
1 30 settembre 0 30 ottobre 0
2 31 ottobre 0,33 31 ottobre 0
3 2 dicembre 0,66 2 dicembre 0,33

(*) Maggiorando l’importo da rateizzare dello 0,40% a titolo di interessi.

 

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A cura di

Francesco Blasi

Consulente fiscale dell’Ordine Nazionale dei Biologi