Voucher lavoro 2017: facciamo il punto

Sintesi della disciplina dei voucher lavoro, presto oggetto di referendum. Vediamo quali novità si prospettano nel 2017 tra riforma e abolizione.

 

voucher lavoro saranno oggetto di referendum abrogativo nei prossimi mesi, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 11.1.2017 che ha considerato ammissibile il quesito proposto dalla CGILper la loro abolizione.  Contemporanemente il Governo ha annunciato imminenti ulteriori riforme, a seguito dell’allarme che viene da piu parti per l’abnorme utilizzo di questo strumento.

Vediamo allora  qual e la situazione ad oggi e quali potrebbero essere le novità  sui voucher lavoro 2017.

LA NORMATIVA SUI VOUCHER

I voucher lavoro   sono stati istituiti dalla legge Biagi l. 30/ 2003, e successivi decreti attuativi,  (Governo Berlusconi),   come sistema di pagamento  per alcune prestazioni  di lavoro saltuario  non riconducibili al lavoro subordinato o autonomo.

Era riservata:

  • ad alcuni tipi di lavoro (es. lavori stagionali in agricoltura, fiere manifestazioni,   lezioni private, lavoratori) che rientravano troppo   spesso nel lavoro nero e
  • ad alcuni tipi di lavoratori (es. studenti , pensionati, casalinghe , disabili )

con il limite di 30 giorni di lavoro per  ogni singolo committente e con un tetto massimo ai compensi  percepibili in un anno
Nel 2008 e 2010 la possibilità di utilizzo  è stata progressivamente ampliata ,   arrivando a comprendere a tutti i settori produttivi,  compresi gli enti pubblici  e per tutti i prestatori di lavoro (pensionati, studenti, lavoratori dipendenti o autonomi, disoccupati),  a seguito della riforma Fornero del 2012.

Infine nel 2015  il Jobs Act ha innalzato la soglia di compensi percepibili dal lavoratore in questa forma, che è passata  da 5000 a 7000 euro netti per anno solare (1.1.-31.12) ed ha obbligato  le imprese:

  • all’acquisto telematico, con pagamento tracciabile .
  • alla comunicazione preventiva obbligatoria  della prestazione

CHI PUO UTILIZZARLI

Attualmente possono utilizzare i buoni lavoro per   retribuire  una prestazione di lavoro accessorio, ossia saltuario e limitato nel tempo i datori di lavoro che possono essere:

  • privati
  • enti, imprese o lavoratori autonomi

Tali buoni possono essere sia cartacei che digitali e  hanno un  valore netto in favore del lavoratore  di 7,50 euro  come compenso minimo di un’ora di prestazione.  Fa eccezione il settore agricolo, nel quale  per il costo orario si fa riferimento al contratto specifico.

Il costo lordo per il datore di lavoro ammonta a 10 euro, in quanto con tale importo vengono garantiti:

  • il compenso per il lavoratore,
• la copertura previdenziale  INPS (13%) e i costi di gestione del servizio (5%)
• la copertura a assicurativa presso l’INAIL.(7%)

 

Il reddito percepito da un lavoratore con voucher lavoro è soggetto ai seguenti limiti:

Limite reddito annuale percepito con voucher 
COMPLESSIVO – 7.000 euro netti  (circa 9.333 euro lordi)- 3000 euro netti se percettori di indennità di disoccupazione o mobilità
DA CIASCUN COMMITTENTE (datore di lavoro) – 2.020 euro (circa 2.693 euro lordi)

 

 

A loro volta i datori di lavoro sono  soggetti ai seguenti tetti di spesa

  • imprese o lavoratori autonomi: 2600  euro lordi per ogni lavoratore impiegato, senza limite al numero di lavoratori utilizzati
• i privati non hanno limiti specifici

Tutti i datori di lavoro hanno  l‘obbligo di verificare che il lavoratore rispetti il suo limite annuo  totale e farsi firmare una dichiarazione in questo senso .

Al termine del rapporto lavorativo il lavoratoreche ha ricevuto i voucher per il lavoro accessorio non ha diritto alle prestazioni a sostegno del reddito da parte  dell’INPS come disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc.

Va ricordato  infatti che il sistema dei voucher non è un contratto di lavoro.

 

 

 

A cura di

Francesco Blasi

Consulente fiscale dell’Ordine Nazionale dei Biologi