Rottamazione: estesa a Comuni, Città, Regioni e Province nel decreto Crescita

Decreto crescita 2019: prevista l’estensione della definizione agevolata anche alle entrate regionali degli enti locali

Continuano le polemiche attorno al decreto Crescita, che dopo due settimane dalla sua approvazione nel Consiglio dei Ministri non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il testo è pieno di novità e pertanto molto atteso dai contribuenti e dagli operatori del settore.

Nell’attesa della sua pubblicazione in GU, vediamo una delle novità previste dall’articolo 14-bis che introduce la possibilità per gli enti territoriali di disporre la definizione agevolata delle proprie entrate, anche tributarie, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale.

In particolare, con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle città metropolitane e dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale  notificati dal 2000 al 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione, i medesimi enti territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate.

Nel provvedimento gli enti territoriali stabiliranno anche:

  • il numero di rate e la relativa scadenza, che non può superare il 30 settembre 2021;
  • le modalità con cui il debitore manifesta la sua volontà di avvalersi della definizione agevolata;
  • i termini per la presentazione dell’istanza in cui il debitore indica il numero di rate con il quale intende effettuare il pagamento, nonché la pendenza di giudizi aventi a oggetto i debiti cui si riferisce l’istanza stessa, assumendo l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi;
  • il termine entro il quale l’ente territoriale o il concessionario della riscossione trasmette ai debitori la comunicazione nella quale sono indicati l’ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione agevolata, quello delle singole rate e la scadenza delle stesse.

In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata o di una delle rate in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme oggetto dell’istanza. In tale caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.

 

A cura di

Francesco Blasi

Consulente fiscale dell’Ordine Nazionale dei Biologi