Forfettari 2019: passaggio al regime senza comunicazioni

Regime forfetario 2019: non è necessario comunicare il passaggio al regime. Nessun vincolo triennale in caso di opzione precedente per la semplificata

 

Iniziano i chiarimenti di Agenzia delle Entrate in merito al regime forfettario, dopo le modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2019 (L. 145/2018). Per quanto riguarda il passaggio a questo regime, l’Agenzia delle Entrate in occasione del Forum con la stampa specializzata ha chiarito che:

  • coloro che nel periodo di imposta 2018 erano in regime di contabilità semplificata(DPR 600/73) in quanto non avevano i requisiti previsti dalla normativa precedente per il regime forfettario possono applicare il regime a partire dal periodo d’imposta 2019 senza fare una comunicazione preventiva e senza esercitare una specifica opzione
  • coloro che anche se in possesso dei requisiti, nel periodo d’imposta 2018 avevano deciso di effettuare l’opzione per la contabilità semplificata possono passare al regime forfettario, in quanto regime naturale, anche senza rispettare il vincolo triennale.

Tutti queste indicazioni sono molto utili per gli operatori, che attendono ulteriori chiarimenti ufficiali da parte dell’amministrazione finanziaria.  Come si ricorda infatti la manovra 2019 ha innalzato a 65.000 euro la soglia di ricavi entro cui è possibile usufruire del regime agevolato, ed ha contemporaneamente eliminato alcuni vincoli precedenti introducendone di nuovi. In particolare, vengono eliminate le seguenti condizioni per l’accesso al regime:

  • aver sostenuto spese per lavoro dipendente;
  • osto complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali al 31.12 non superiore a 20 mila Euro.

Rispetto alla vecchia disciplina del regime forfettario, resta fermo il fatto che non possano accedere allo stesso gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, associazioni, imprese familiari di cui all’articolo 5 del Testo Unico sulle Imposte sui Redditi (22 dicembre 1986, n. 917).

Viene tuttavia introdotto un nuovo limite modificando l’iniziale idea di escludere dal regime i possessori di partecipazioni in Srl tout court, è stato ora introdotto a riguardo il concetto di Controllo diretto o indiretto; è previsto infatti che non possano fruire del regime agevolato quei soggetti che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni. Sostanzialmente quindi, il possesso di una quota pari al 10% del Capitale sociale di una Srl potrebbe non essere considerato un ostacolo per l’adesione al regime forfettario che partirà dal 2019.

Restano invariati i coefficienti di redditività, da applicare all’ammontare dei ricavi e compensi conseguiti, al fine di determinare il reddito imponibile. Dal reddito imponibile così determinato andranno poi dedotti i contributi previdenziali versati, e si applicherà l’imposta sostitutiva del 15% (anch’essa invariata).

 

 

A cura di

Francesco Blasi

Consulente fiscale dell’Ordine Nazionale dei Biologi