Posted 18 aprile 2017 by Giornalisti in Consulenza Fiscale
 
 

Definizione liti fiscali pendenti: quanto costa e come aderire


La definizione delle liti pendenti è una norma che viene riproposta periodicamente e serve allo Stato a far cassa e a smaltire il contenzioso che spesso ha tempi biblici.

Il testo del decreto legge annunciato da Governo e commentato dalla stampa non è ancora stato pubblicato e quindi è plausibile pensare che è ancora allo studio per le modifiche e le correzioni dell’ultim’ora.

La definizione delle liti fiscali pendenti è una misura già inserita anche nel DEF approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 aprile e annunciata nel comunicato stampa.

Vediamo di capire quale saranno le modalità e il costo per chiudere le liti pendenti:

Possono essere definiti le liti pendenti al 31 dicembre 2016 con controparte l’Agenzia delle Entrate.

Il termine di lite pendente fa ritenere che sono esclusi tutti gli atti di accertamento che non sono stati impugnati e quindi si sono resi definitivi.

La definizione avverrà con il pagamento delle sole imposte dovute senza le sanzioni e gli interessi di mora.

La domanda di definizione dovrà essere presentata entro il 30 settembre e il pagamento potrà essere effettuato in tre rate se l’importo dovuto supera i 2000 euro.

La definizione della lite poggerà sull’atto impositivo senza considerare gli esiti eventuali intervenuti nel giudizio, cioè senza tenere conto delle sentenze di primo e secondo grado.

La definizione di liti pendenti per sole sanzioni dovrebbe poter essere definitiva a costo zero.

La definizione delle liti pendenti assieme alla rottamazione dei ruoli rappresenta una modalità per far pulizia dell’ingente contenzioso che vede spesso l’Agenzia perdente, e a smaltire un arretrato che le Commissioni Tributarie fanno fatica a gestire, oltre naturalmente una modalità per rastrellare soldi freschi per le casse pubbliche.

 

 

A cura di

Francesco Blasi

Consulente fiscale dell’Ordine Nazionale dei Biologi