Posted 24 marzo 2017 by Giornalisti in Comunicazioni del Presidente
 
 

Le liberalizzazioni a senso unico dei farmacisti


Considero provocatoria e pericolosa (per loro) l’ultima trovata dei vertici della Federazione dell’Ordine dei Farmacisti Italiani (Fofi). Due senatori, Mandelli e D’Ambrosio Lettieri, hanno presentato un Disegno di Legge che, tra le altre cose, vorrebbe consentire ai farmacisti di elaborare diete ed effettuare analisi di laboratorio, sebbene alcuni dei loro stessi colleghi considerino imprudente tentare di accaparrarsi professionalità altrui. Neanche tanto incidentalmente, i due senatori sono anche, rispettivamente, presidente e vicepresidente della Fofi.

Ma andiamo per ordine. Le diete, in Italia, possono essere elaborate solo da biologi e medici. Chi lo ha deciso? La Legge e il Consiglio Superiore di Sanità. Le analisi di laboratorio, sempre in virtù di normative consolidate, possono essere effettuate da biologi, medici e chimici che, per esercitare la loro professione, devono sostenere un esame di Stato e devono iscriversi ai propri rispettivi albi. Gli Ordini provvedono alla formazione continua e alla loro disciplina deontologica.

“Non si rinvengono invece disposizioni in base alle quali risulti consentito al farmacista prescrivere ed elaborare diete”. Quest’ultima frase è inequivocabile ed è riportata sul sito internet istituzionale dell’Ordine dei Farmacisti di Bari/Bat, presieduto, guarda caso, proprio da uno dei senatori proponenti del Ddl in questione, il dottor D’Ambrosio Lettieri. Stesso discorso vale per le analisi di laboratorio.

Alcuni farmacisti rivendicano il diritto di entrare nel settore della nutrizione o dei laboratori facendo leva su piani di studio o specializzazioni che considerano affini alle professioni abilitate. Ma, sempre l’Ordine dei Farmacisti di Bari, attraverso il suo portale web, ci informa che: “Le specializzazioni universitarie, in base all’art. 172 del RD 1592/1933 (Testo Unico delle leggi sull’istruzione superiore) hanno esclusivamente valore di titolo accademico e non sono pertanto titoli abilitanti (il titolo abilitante è infatti costituito dall’esame di Stato); pertanto, la possibilità di prescrivere e/o elaborare diete prescinde dal possesso di tali titoli accademici anche per le professioni nelle cui competenze rientrano la prescrizione e l’elaborazione di diete”. Come detto, anche per le analisi di laboratorio vale lo stesso principio.

Dunque, il medesimo farmacista si è fatto una domanda attraverso il Ddl (Possiamo elaborare diete e fare analisi?) e si è dato una risposta sul suo sito internet (No). Potremmo non aggiungere altro, ma, a questo punto, dobbiamo spiegare quello che molti farmacisti sanno già: perché questo Ddl è pericoloso per loro? Per un semplice motivo. Perché la proprietà transitiva non vale solo in matematica, ma anche in Parlamento. Dunque, se il Ddl pretenderà di equiparare i farmacisti a biologi, medici e chimici, allora varrà anche il contrario. Cioè i biologi, i medici e i chimici potranno fare i farmacisti, entrando in un business molto più conveniente di quello delle diete o dei laboratori.

Chiedere di liberalizzare le professioni, a senso unico in questo caso, potrebbe portare i biologi a rivendicare l’istituzione delle biofarmacie per la vendita di biofarmaci e annessi. Ipotesi tutt’altro che peregrina, magari proponendo di abbattere il numero chiuso per l’apertura di nuove farmacie. Da qui il malumore di alcuni iscritti all’Ordine dei Farmacisti contrari al Ddl perché vorrebbero evitare simili dispute che aprirebbero scenari imprevedibili.

Infine, segnaliamo alle istituzioni politiche che il conflitto d’interessi che si genererebbe con i farmacisti-dietologi o farmacisti-laboratoristi sarebbe smisurato. Chi elabora diete o fa analisi non dovrebbe anche poter vendere farmaci, alimenti, integratori o i molto discussi kit di autoanalisi. Ne va della salute della gente. O qualcuno crede che un commerciante sconsiglierebbe al suo cliente di fare acquisti?

Ricordiamo, allora, quello che ci insegna la Legge e cioè che l’esame di Stato per l’iscrizione a un determinato albo è e continuerà a essere il solo titolo abilitante per svolgere una professione.

Le diete le elaborano biologi e medici. Le analisi le fanno biologi, medici e chimici. I farmaci li vendono i farmacisti. Le Leggi le fanno i parlamentari, ma senza conflitti d’interesse.

 

Il Consiglio dell’Ordine dei Biologi ha già manifestato la sua contrarietà al testo del Ddl al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, con un lettera del 16 marzo u.s. Nei prossimi giorni saranno presentati altri interventi a commissioni esaminatrici del Disegno di legge finalizzati alla tutela dei biologi.

 

 

Dott. Ermanno Calcatelli

Presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi